
Per questo motivo, le linee guida europee sui filtri solari attribuiscono particolare importanza a una protezione equilibrata sia dai raggi UVB che dai raggi UVA. I produttori che sviluppano filtri solari o prodotti cosmetici con proprietà di protezione solare dovrebbero quindi valutare la protezione dai raggi UVA utilizzando metodi di prova adeguati e scientificamente riconosciuti.
Che cos’è la radiazione UVA?
Le radiazioni ultraviolette provenienti dal sole vengono comunemente suddivise in radiazioni UVA e UVB.
Le radiazioni UVB sono strettamente associate alle scottature solari e rappresentano il principale tipo di radiazione misurato per determinare il Fattore di Protezione Solare, o SPF.
I raggi UVA penetrano più in profondità nella pelle e contribuiscono all’invecchiamento precoce e a danni cutanei a lungo termine. Sono inoltre coinvolti nei processi legati allo sviluppo del cancro della pelle.
A differenza dei raggi UVB, l’esposizione ai raggi UVA non provoca sempre una reazione visibile immediata, come ad esempio una scottatura solare. I consumatori potrebbero quindi essere esposti a livelli significativi di radiazioni UVA senza accorgersi subito dei loro effetti.
Ecco perché i prodotti solari efficaci dovrebbero garantire una protezione su un ampio spettro dei raggi ultravioletti.
Perché è importante testare la protezione dai raggi UVA?
Il solo valore SPF non basta a indicare il livello di protezione dai raggi UVA offerto da una crema solare.
Due formulazioni con lo stesso SPF possono offrire livelli di protezione dai raggi UVA molto diversi. Il tipo di filtri UV utilizzati, la loro concentrazione, la fotostabilità, la distribuzione all’interno della formulazione e il film che si forma sulla pelle possono tutti influenzare le prestazioni di protezione dai raggi UVA.
I test UVA forniscono prove misurabili della protezione offerta dal prodotto finito.
Ai sensi del Regolamento (UE) n. 655/2013 della Commissione, le indicazioni relative ai prodotti cosmetici devono essere supportate da prove adeguate e verificabili. Pertanto, i produttori che dichiarano una protezione dai raggi UVA o a spettro ampio devono disporre di dati di test adeguati a sostegno di tali indicazioni.
Requisiti europei per la protezione dai raggi UVA
La Raccomandazione 2006/647/CE della Commissione europea stabilisce un principio importante per una protezione solare equilibrata.
Il fattore di protezione dai raggi UVA dovrebbe essere almeno un terzo dell’SPF dichiarato.
Ad esempio, una crema solare con SPF 30 dovrebbe garantire un fattore di protezione dai raggi UVA di almeno 10. Un prodotto con SPF 50 dovrebbe garantire un fattore di protezione dai raggi UVA di almeno circa 16,7.
La raccomandazione precisa inoltre che la lunghezza d’onda critica dovrebbe essere di almeno 370 nanometri.
Questi criteri hanno lo scopo di garantire che i prodotti solari offrano una protezione sufficientemente ampia su tutto lo spettro UVA e UVB, anziché concentrare la protezione principalmente nella fascia UVB.
ISO 24443: Test UVA in vitro
Una delle principali norme internazionali usate per valutare la protezione dai raggi UVA è la ISO 24443:2021, Cosmetici — Determinazione della fotoprotezione dai raggi UVA dei prodotti solari in vitro.
Questa norma specifica una procedura in vitro per caratterizzare la protezione dai raggi UVA dei prodotti solari. È pensata per generare una curva di assorbimento spettrale dei raggi UV da cui si possano calcolare i parametri rilevanti relativi alla protezione dai raggi UVA.
Durante il test, si applica una quantità controllata di crema solare su piastre di prova appositamente preparate. Il prodotto viene distribuito con cura in modo da formare uno strato rappresentativo.
La trasmissione delle radiazioni ultraviolette attraverso lo strato di prodotto viene poi misurata utilizzando apparecchiature di laboratorio specializzate. I campioni vengono inoltre esposti a una dose definita di raggi UV per valutare il prodotto dopo l’irradiazione.
I dati spettrali così ottenuti servono a determinare il fattore di protezione UVA in vitro e a valutare le prestazioni del prodotto contro i raggi UVA.
Dato che la tecnica di applicazione, le caratteristiche della lastra, le condizioni di irradiazione e le misurazioni strumentali possono influenzare il risultato, la procedura dovrebbe essere eseguita secondo la metodologia standardizzata da un laboratorio esperto. La norma ISO 24443:2021 stabilisce specificatamente una procedura in vitro volta a caratterizzare la protezione dai raggi UVA e a determinare in modo riproducibile le caratteristiche di assorbimento spettrale.
ISO 24442: Test UVA in vivo
La protezione dai raggi UVA può essere valutata anche utilizzando un metodo in vivo descritto nella norma ISO 24442.
Questo metodo determina il livello di protezione dai raggi UVA sui soggetti umani valutando l’oscuramento persistente della pelle causato da un’esposizione controllata ai raggi UVA.
La crema solare viene applicata su aree ben definite della pelle. Queste aree vengono poi esposte a radiazioni UVA accuratamente controllate e la risposta della pelle viene valutata secondo una procedura standardizzata.
I risultati servono a calcolare il fattore di protezione dai raggi UVA del prodotto testato.
I test UVA in vivo richiedono condizioni di studio attentamente controllate, una selezione adeguata dei partecipanti e personale qualificato. Per questo motivo, dovrebbero essere condotti solo da laboratori con un’adeguata esperienza e sotto il controllo di un comitato etico.
Che cos’è la lunghezza d’onda critica?
La lunghezza d’onda critica è una misura utilizzata per valutare l’ampiezza con cui una crema solare assorbe le radiazioni ultraviolette.
Si calcola in base allo spettro di assorbimento dei raggi UV del prodotto solare. Una lunghezza d’onda critica più alta indica in genere che la protezione si estende maggiormente nella gamma dei raggi UVA.
Secondo la raccomandazione della Commissione europea sui filtri solari, la lunghezza d’onda critica dovrebbe essere di almeno 370 nm.
Questo requisito aiuta a dimostrare che il prodotto solare offre una protezione ad ampio spettro, anziché una protezione elevata solo in una porzione ristretta dello spettro UV.
La lunghezza d’onda critica non va confusa con l’UVA-PF. Queste due misurazioni forniscono informazioni diverse e vengono utilizzate insieme per valutare l’efficacia contro i raggi UVA di un prodotto solare.
Il logo del cerchio UVA
Molti prodotti solari in vendita in Europa riportano le lettere “UVA” all’interno di un cerchio.
Questo simbolo è ampiamente utilizzato per indicare che il prodotto offre una protezione dai raggi UVA in linea con il rapporto raccomandato dalla Commissione Europea tra protezione dai raggi UVA e SPF.
Il simbolo va usato solo quando le prestazioni del prodotto contro i raggi UVA sono adeguatamente comprovate da test.
I produttori dovrebbero quindi assicurarsi che il fattore di protezione dai raggi UVA misurato raggiunga il minimo raccomandato, pari a un terzo dell’SPF indicato sull’etichetta, e che siano soddisfatti i criteri relativi alla protezione ad ampio spettro prima di riportare indicazioni relative alla protezione dai raggi UVA sulla confezione.
Documentazione dei risultati dei test UVA
I rapporti sui test UVA devono essere conservati come parte della documentazione tecnica a supporto del prodotto cosmetico.
Il fascicolo informativo sul prodotto(PIF) deve contenere prove a sostegno degli effetti dichiarati per il prodotto cosmetico, qualora ciò sia giustificato dalla natura o dall’effetto del prodotto.
Per una crema solare che dichiara di offrire protezione dai raggi UVA, i rapporti di laboratorio e la documentazione a sostegno dell’efficacia aiutano a dimostrare che le affermazioni presentate ai consumatori sono adeguatamente comprovate.
La documentazione dovrebbe identificare chiaramente il prodotto sottoposto a test e il metodo utilizzato, in modo che i risultati possano essere ricondotti alla formulazione immessa sul mercato.
Cosa succede se un prodotto non supera i test UVA?
Una crema solare può raggiungere l’SPF previsto ma non riuscire comunque a garantire una protezione sufficiente dai raggi UVA.
Ad esempio, il valore misurato di UVA-PF potrebbe essere inferiore a un terzo del valore SPF oppure il prodotto potrebbe non raggiungere la lunghezza d’onda critica prevista.
In questi casi, i produttori potrebbero dover riconsiderare il sistema di filtri UV, migliorare la fotostabilità, modificare la formulazione o rivedere il livello di protezione dichiarato.
Dopo una significativa riformulazione, il prodotto dovrebbe essere testato nuovamente per verificarne le prestazioni.
L’importanza della protezione dai raggi UVA nei prodotti solari
I test UVA sono fondamentali per valutare le prestazioni delle creme solari nel mercato europeo. Mentre l’SPF misura principalmente la protezione contro le radiazioni UVB, i test UVA dimostrano se un prodotto offre una protezione adeguata anche alle lunghezze d’onda ultraviolette più lunghe.
La Raccomandazione 2006/647/CE della Commissione Europea raccomanda un fattore di protezione dai raggi UVA pari ad almeno un terzo dell’SPF indicato sull’etichetta e una lunghezza d’onda critica di almeno 370 nm. Le norme internazionali, come la ISO 24443, forniscono metodi standardizzati per valutare la fotoprotezione dai raggi UVA in vitro.
Per i produttori di cosmetici, i test sui raggi UVA non sono solo una formalità di laboratorio. Forniscono le prove scientifiche necessarie per sostenere affermazioni significative sulla protezione solare, mantenere una documentazione accurata sui prodotti e offrire ai consumatori una protezione equilibrata sia dai raggi UVA che dai raggi UVB.