Nell’Unione Europea, la durata di conservazione non viene stabilita a caso. Deve essere supportata da prove scientifiche raccolte durante lo sviluppo del prodotto, in particolare attraverso studi di stabilità e, se del caso, analisi microbiologiche. Queste valutazioni fanno parte della valutazione di sicurezza che viene presa in considerazione prima che un prodotto cosmetico venga immesso sul mercato ai sensi del Regolamento (CE) n. 1223/2009.
Che cos’è la durata di conservazione?
La durata di conservazione si riferisce al periodo durante il quale un prodotto cosmetico rimane sicuro e mantiene la sua qualità prevista se conservato in condizioni adeguate prima di essere aperto dal consumatore.
Durante questo periodo, il prodotto dovrebbe continuare a rispettare le specifiche relative a aspetto, odore, consistenza, pH, viscosità, stabilità degli ingredienti, qualità microbiologica e compatibilità con la confezione. Se una qualsiasi di queste caratteristiche dovesse peggiorare in modo significativo, il prodotto potrebbe non essere più adatto all’uso.
È importante distinguere tra durata di conservazione e periodo di utilizzo dopo l’apertura (PAO). La durata di conservazione si riferisce a un prodotto non aperto e conservato correttamente, mentre il PAO indica per quanto tempo il prodotto può essere generalmente utilizzato in sicurezza dopo la prima apertura.
Perché la durata di conservazione è importante
Una durata di conservazione realistica contribuisce a tutelare sia i consumatori che i produttori. I prodotti che rimangono sugli scaffali dei negozi per mesi o anni devono continuare a funzionare come previsto al momento dell’acquisto e dell’utilizzo.
Una durata di conservazione indicata in modo errato può causare diversi problemi, tra cui un calo delle prestazioni del prodotto, cambiamenti nell’aspetto, nell’odore o nella consistenza, la perdita di efficacia dei conservanti, la contaminazione microbiologica, reclami da parte dei consumatori e resi del prodotto, oltre a un aumento dei rischi normativi e commerciali.
Per questi motivi, stabilire la durata di conservazione è una parte importante del processo di sviluppo del prodotto, non solo una semplice formalità di etichettatura.
Il regolamento UE sui cosmetici richiede l’indicazione della durata di conservazione?
Il regolamento (CE) n. 1223/2009 richiede che i prodotti cosmetici immessi sul mercato dell’UE siano sicuri in tutte le condizioni d’uso normali e ragionevolmente prevedibili. Anche se il regolamento non prescrive un unico metodo di prova né una durata di conservazione fissa, i produttori devono disporre di prove adeguate a sostegno della stabilità e della sicurezza del prodotto.
Il Rapporto sulla sicurezza dei prodotti cosmetici (CPSR) tiene conto anche delle informazioni disponibili sulla stabilità del prodotto quando si valuta se questo rimanga sicuro durante la conservazione e l’uso.
Se un prodotto cosmetico ha una durata minima inferiore a 30 mesi, sull’etichetta deve essere indicata la data di scadenza.
Se il prodotto rimane stabile per più di 30 mesi, la data di scadenza viene generalmente sostituita dal simbolo “Period After Opening” (PAO), che indica per quanto tempo il prodotto può essere utilizzato in genere dopo la prima apertura.
Come si determina la durata di conservazione?
La durata di conservazione viene stabilita combinando test scientifici e valutazioni tecniche, anziché basarsi su una singola misurazione di laboratorio.
I produttori di solito valutano il prodotto attraverso studi di stabilità condotti in diverse condizioni di conservazione. Questi studi monitorano le caratteristiche fisiche, chimiche e microbiologiche nel corso del tempo.
I dati raccolti permettono agli esperti di prevedere come si comporterà il prodotto durante il trasporto, lo stoccaggio, la distribuzione al dettaglio e l’uso da parte dei consumatori.
Si prendono in considerazione diversi fattori, tra cui:
- Stabilità fisica.
- Stabilità chimica.
- Qualità microbiologica.
- Compatibilità dell’imballaggio.
- Condizioni di conservazione previste.
- Formulazione del prodotto.
Nel loro insieme, queste valutazioni forniscono le prove necessarie per giustificare una durata di conservazione adeguata.
I test di stabilità sono alla base della determinazione della durata di conservazione.
I test accelerati utilizzano temperature elevate per prevedere più rapidamente la stabilità a lungo termine, mentre gli studi in tempo reale osservano i prodotti in condizioni normali di conservazione per periodi più lunghi.
L’utilizzo di entrambi gli approcci garantisce una maggiore affidabilità riguardo alla durata di conservazione proposta.
Il packaging gioca un ruolo importante
La durata di conservazione dipende non solo dalla formulazione stessa, ma anche dal packaging scelto.
I contenitori devono proteggere adeguatamente il prodotto dagli agenti esterni come l’ossigeno, l’umidità, la luce e la contaminazione microbica. Alcuni ingredienti potrebbero inoltre interagire nel tempo con la plastica, i rivestimenti, le pompe o le guarnizioni.
Gli studi di compatibilità degli imballaggi aiutano a individuare potenziali problemi come lo scolorimento, le perdite, l’evaporazione, la deformazione o la migrazione tra l’imballaggio e la formulazione cosmetica.
Per questo motivo, cambiare la confezione potrebbe richiedere un’ulteriore valutazione della stabilità, anche se la formulazione rimane invariata.
Fattori che influenzano la durata di conservazione
Non esiste una durata di conservazione universale per i prodotti cosmetici. Ogni formulazione si comporta in modo diverso a seconda degli ingredienti e dell’uso previsto.
Ci sono diversi fattori che influenzano la durata del prodotto, tra cui la quantità d’acqua presente, il tipo di emulsioni usate, i sistemi conservanti, gli antiossidanti, il pH, l’esposizione all’ossigeno, la qualità della produzione, la temperatura di conservazione, il design della confezione e la stabilità dei principi attivi.
I prodotti che contengono estratti naturali instabili, vitamine o ingredienti di origine vegetale potrebbero richiedere una valutazione più approfondita rispetto alle formulazioni composte da ingredienti altamente stabili.
Durata di conservazione tipica dei prodotti cosmetici
Molti prodotti cosmetici immessi sul mercato europeo hanno una durata di conservazione, se non aperti, compresa tra i due e i tre anni, se conservati correttamente. Tuttavia, ciò non va interpretato come un requisito normativo.
Alcuni prodotti potrebbero dimostrare un’eccellente stabilità anche oltre questo periodo, mentre altri — in particolare le formulazioni che contengono principi attivi instabili o una quantità minima di conservanti — potrebbero richiedere un periodo di conservazione più breve, supportato da dati di analisi.
Ogni prodotto dovrebbe quindi essere valutato singolarmente, anziché basarsi su ipotesi generiche del settore.
Cosa succede se si riscontrano problemi di stabilità?
Gli studi sulla durata di conservazione a volte mettono in luce punti deboli inaspettati nella formulazione.
Tra i fenomeni più comuni ci sono la separazione delle emulsioni, variazioni di viscosità, instabilità del colore, degradazione della fragranza, variazioni del pH, proliferazione microbica o incompatibilità con il packaging.
Quando succede questo, i produttori spesso riformulano il prodotto, migliorano il sistema di conservazione, modificano la confezione o adeguano le raccomandazioni di conservazione prima di ripetere i test necessari.
Individuare questi problemi durante lo sviluppo costa decisamente meno che scoprirli dopo il lancio sul mercato.
Durata di conservazione ed etichettatura del prodotto
La durata di conservazione stabilita influisce direttamente sulle informazioni presentate ai consumatori.
I prodotti con una durata minima pari o inferiore a 30 mesi devono riportare la dicitura “Da consumarsi preferibilmente entro”.
I prodotti con una durata superiore a 30 mesi riportano in genere il simbolo ” Periodo di validità dopo l’apertura “, che indica il periodo consigliato per un uso sicuro dopo l’apertura del prodotto.
La durata di conservazione indicata deve sempre essere supportata da un’adeguata documentazione tecnica conservata dal produttore o dal responsabile nell’ambito del fascicolo informativo sul prodotto (PIF).