La Corte UE annulla l’etichetta di cancerogeno sul biossido di titanio

Il biossido di titanio (TiO₂), essenziale nei cosmetici, nelle vernici, nelle materie plastiche, nei prodotti farmaceutici e un tempo negli alimenti, ha affrontato un dibattito decennale sulla sua sicurezza. L’Unione Europea ha classificato alcune forme in polvere come possibili cancerogeni se inalati. Il 1° agosto 2025, la Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE) ha annullato questo status dopo molteplici sfide legali e scientifiche. Questa decisione chiarisce le normative sul TiO₂ e conferma che è necessario il rigore scientifico prima di classificare le sostanze nell’UE. I prodotti con TiO₂ ‍ non inalabili rimangono liberamente disponibili.

Sfondo

Utilizzato per il suo colore bianco luminoso e la capacità di bloccare i raggi ultravioletti, il biossido di titanio è prezioso in diversi settori. I marchi di cosmetici lo utilizzano come pigmento, ingrediente per la protezione solare e opacizzante per le formule. Le sue applicazioni riguardano anche vernici, materie plastiche, farmaci e, in passato, coloranti alimentari.

Come pigmento, il TiO₂ si presenta come una polvere fine, bianca e opaca. Non si scioglie in acqua e rimane chimicamente stabile. L’elevato indice di rifrazione garantisce una forte dispersione della luce,‍ conferendo ai prodotti una luminosità distintiva.

Le crescenti preoccupazioni per l’inalazione di particelle di biossido di titanio minuscole o in scala nanometrica hanno fatto aumentare l’attenzione delle autorità di regolamentazione dell’UE. Ricerche continue, revisioni ‍ da parte di esperti e battaglie legali hanno seguito le preoccupazioni sui rischi di cancro. Questi passi hanno portato, a un certo punto, alla classificazione di alcune forme in polvere come cancerogene per inalazione.

Questo articolo esamina come sono cambiate le normative sul TiO₂, dalle prime classificazioni di pericolo all’annullamento finale da parte della più alta corte europea.

Nei cosmetici, il biossido di titanio svolge tre funzioni principali:

  • Agisce come un pigmento (CI 77891), ‍ elencato nell’Allegato IV del Regolamento (CE) n. 1223/2009. Ciò ne consente l’uso in fondotinta, ciprie, rossetti, dentifrici e altro ancora.

  • Come schermo UV, il TiO₂ figura nell’Allegato VI, il che lo rende un filtro approvato per la protezione solare e la cura della pelle. Blocca i raggi UVA/UVB. Il grado nanometrico offre opzioni chiare, riducendo la bianchezza visibile nei prodotti finali.

  • L’ingrediente migliora la texture e la copertura del cosmetico, creando toni della pelle più uniformi e un aspetto opacizzante.

Gli usi industriali del biossido di titanio vanno ben oltre la bellezza e la cura della persona:

  • Nelle vernici e nei rivestimenti, il TiO₂ è il pigmento bianco più comune, apprezzato per il suo potere coprente e per la sua durata in tutto, dagli edifici ai veicoli.

  • Nella produzione di plastica e carta, aumenta la brillantezza e la durata dei prodotti.

  • I produttori di farmaci lo utilizzano come rivestimento inerte di pillole e capsule per conferire colore e stabilità.

  • Utilizzato come colorante alimentare E171, il biossido di titanio è stato eliminato dall’uso alimentare nell’UE nel 2022 a seguito di possibili rischi legati a particelle molto piccole.

Con la popolarità delle forme micronizzate e nano, l’attenzione si è concentrata sul rischio di inalazione, soprattutto nei luoghi di lavoro. Gli enti normativi hanno assunto una posizione cauta, che riflette le priorità di tutela della salute.

Questo riassunto ripercorre ogni fase del processo legale e normativo, condividendo una visione dello stato legale attuale e della reputazione in evoluzione del TiO₂.

Sviluppi normativi e tappe legali fondamentali

Cronologia dei regolamenti: Classificazione dei pericoli e controversie legali

Il 1° agosto 2025, il più alto tribunale dell’UE ha confermato il ritiro dell’etichetta di rischio di inalazione del biossido di titanio per particolari forme in polvere, ponendo fine ad anni di incertezza per i produttori.

Questa risoluzione ha segnato la fine di lunghi dibattiti, revisioni tecniche e valutazioni d’impatto, con un impatto su tutti i settori che utilizzano il TiO₂, tra cui la cura della persona, le vernici e la produzione.

Ecco come si è svolta la controversia nel corso degli anni.

2016: La proposta della Francia di aumentare la regolamentazione

Nella primavera del 2016, l’agenzia nazionale francese per la sicurezza alimentare e ambientale (ANSES) ha presentato una proposta all’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) per etichettare il biossido di titanio come ‍a categoria 1B cancerogeno (pericolo di inalazione), citando gli studi condotti ai sensi del regolamento REACH (CE) n. 1907/2006.

Questa decisione si basava su dati provenienti da esperimenti di esposizione sui ratti, in cui dosi elevate e continue di tio₂ causavano un carico polmonare cronico, infiammazione e tumori.

Il meccanismo, tuttavia, era l’accumulo meccanico, non un effetto cancerogeno chimico diretto – un punto che secondo molti ricercatori significava che il risultato per gli esseri umani era meno rilevante.

2017: Il RAC dell’ECHA approva l’etichetta di pericolo

Un anno dopo, il Comitato per la Valutazione dei Rischi (RAC) dell’ECHA ha approvato una classificazione più moderata – categoria 2 di cancerogeni – che collega il rischio potenziale solo all’inalazione.

Il RAC ha dichiarato che il pericolo deriva dalle caratteristiche delle particelle: dimensioni, forma e durata della loro permanenza nel tessuto polmonare, non dalla chimica del materiale.

2020: TiO₂ ufficialmente etichettato come pericoloso ai sensi del 14° ATP

Entro febbraio 2020, la Commissione Europea ha emanato il Regolamento (UE) 2020/217, che allinea il Regolamento CLP (CE) no. 1272/2008 alle nuove evidenze scientifiche.

La norma indicava il TiO₂ in polvere con l’1% o più di particelle di 10 μm o meno come ‍a rischio di categoria 2 per l’inalazione, e richiedeva avvertenze su tutte le etichette dei prodotti.

Uno di questi avvisi recitava:

EUH211: “Attenzione!‍ In caso di formazione di polvere ‍pericolosa‍, evitare di inalare la polvere”.

Questa nuova etichetta ha suscitato preoccupazione tra le aziende produttrici di vernici, plastica, inchiostri, carta e cosmetici che fanno affidamento sul TiO₂ come ingrediente chiave.

2021: Cambiamento delle regole per i cosmetici – Divieto ‍ ed esenzioni

I prodotti cosmetici contenenti TiO₂ per il colore o la protezione solare sono stati al centro di modifiche normative.

L’ingrediente è stato riconosciuto in due punti dal Regolamento (CE) n. 1223/2009:

  • Allegato IV per l’uso come pigmento‍ consentito (CI 77891)

  • Allegato VI come bloccante UV riconosciuto, con limitazioni d’uso per la sicurezza

Dopo la riclassificazione, il Regolamento (UE) 2021/850 ha aggiornato l’Allegato II del regolamento sui cosmetici per riflettere‍ le nuove scoperte di pericolo.

Le forme di biossido di titanio ritenute pericolose per l’inalazione sono state limitate, anche se‍ sono state ammesse eccezioni per i prodotti non inalabili.

La deroga prevedeva che creme, paste e formulazioni simili potessero ancora utilizzare l’ingrediente, a patto che non disperdessero polvere nell’aria durante l’uso.

Questo approccio frammentario ha generato confusione: la legalità del TiO₂ dipendeva dalla sua forma e dalla dimensione delle particelle in ogni specifico prodotto.

2022: Il Tribunale respinge la classificazione

I gruppi che rappresentano i produttori, gli importatori e gli utilizzatori di TiO₂ hanno intentato cause (T-279/20 e altre) presso il Tribunale dell’UE, contestando il fondamento scientifico e la logica normativa dell’etichetta di pericolo.

Le loro principali affermazioni:

  • Gli studi scientifici utilizzati per giustificare il pericolo erano errati o mal interpretati.

  • Il meccanismo‍ visto negli studi sugli animali era irrilevante per il rischio per la salute umana.

  • Le regole CLP non supportano la classificazione basata solo sulla forma o sulle dimensioni delle particelle.

Il 23 novembre 2022, il Tribunale ha annullato l’etichetta di pericolo‍, individuando un grave errore da parte della Commissione e della valutazione del RAC dell’ECHA.

La Corte si è concentrata sui problemi di affidabilità degli studi chiave‍ e ha riscontrato una revisione incompleta di importanti prove scientifiche.

2023-2025: Ricorsi e sentenza definitiva della CGUE

La Francia e la Commissione Europea hanno impugnato il verdetto presso la CGUE con le cause congiunte‍ C-71/23 e C-82/23.

Il 1° agosto 2025, la CGUE ha confermato le conclusioni del Tribunale, sigillando l’annullamento.

I risultati principali includono:

  • Nella valutazione del rischio da parte del RAC non sono state prese in considerazione tutte le prove scientifiche disponibili.

  • Nella valutazione di queste prove sono stati riscontrati gravi difetti metodologici.

  • L’applicazione del principio di precauzione non è valida senza un solido supporto scientifico ai sensi dei requisiti del CLP.

Risultati: Controllo scientifico e salute pubblica

Questa sentenza stabilisce un livello elevato‍ per l’azione normativa e il controllo giudiziario nell’Unione Europea.

Emergono tre messaggi principali:

  • La classificazione dei pericoli ai sensi del CLP è limitata quando il pericolo è determinato dall’esposizione fisica e non dalla tossicità intrinseca.

  • Un uso più ampio delle sostanze richiede un’analisi e una revisione scientifica disciplinata.

  • I tribunali svolgono un ruolo essenziale nella verifica delle sentenze normative in tutta l’UE.

Per i cosmetici, questo caso rinnova l’attenzione sui punti di intersezione tra sicurezza, chiarezza normativa ed esigenze commerciali. Ora c’è una maggiore attenzione al processo decisionale basato sulle prove e alla trasparenza dei processi di valutazione del rischio.

Il biossido di titanio nell’UE: Punti principali

  • Il biossido di titanio continua a essere presente nei cosmetici, nei rivestimenti per superfici, nei prodotti polimerici, negli inchiostri da stampa, nella carta, nei farmaci e, in passato, come colorante alimentare.

  • La Francia ha avviato la classificazione di sospetto cancerogeno nel 2016 sulla base dei risultati della sperimentazione animale.

  • A partire dal 2020, la polvere di TiO₂ con piccole particelle è stata riclassificata nell’UE come sostanza che può causare il cancro se inalata, dal 14° ATP del regolamento CLP.

  • I prodotti cosmetici sono stati interessati, con un uso limitato alle polveri ma non alle creme, ai gel o alle paste.

  • La revisione legale ha portato all’annullamento di questa classificazione, prima da parte del Tribunale (2022) e poi confermata dalla CGUE (2025).

  • Dopo l’agosto 2025, queste forme in polvere di TiO₂ non saranno più‍ etichettate come sospetti cancerogeni per inalazione, ma il monitoraggio dell’UE continua.

  • Questa ‍crescita sottolinea la priorità ‍di un esame basato sull’esposizione e sull’evidenza nella ‍vigilanza chimica dell’UE.

FAQ normative: TiO₂ in Europa

Il biossido di titanio è ancora considerato cancerogeno ai sensi della normativa UE?

A partire dal 1° agosto 2025, il biossido di titanio‍ non è classificato come sospetto cancerogeno per inalazione per le polveri nell’UE. Questo inverte la classificazione del 2020 per le polveri di dimensioni inferiori a 10 µm.

Cosa ha causato la classificazione originale di cancerogeno?

Si è basata sui risultati di studi sugli animali, dove alti livelli di esposizione alla polvere nei ratti hanno prodotto problemi ai polmoni e tumori.

La classificazione riguarda‍ tutte le versioni di TiO₂?

No, si applicava solo alle forme di polvere con particelle di 10 micrometri o più piccole, e solo per problemi di inalazione.

I marchi di cosmetici possono ancora utilizzare il biossido di titanio?

Sì, rimane autorizzato come pigmento e bloccante UV nell’UE, con limitazioni sui prodotti che potrebbero creare polvere respirabile.

Perché i tribunali hanno annullato l’etichetta di pericolo?

I tribunali hanno concluso che gli studi scientifici non sono stati valutati appieno e che sono stati commessi degli errori nel processo di valutazione del rischio.

Qual è la normativa vigente per il biossido di titanio nell’UE?

Ad agosto 2025, il TiO₂ non è regolamentato come sospetto pericolo di cancro per inalazione. Il monitoraggio continuo da parte delle autorità di regolamentazione rimane in vigore per tutti gli usi.